Guida al fisco
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Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su IRPEF, lavoro, imprese e digital economy

legge di bilancio 2026

Dossier Tecnico Analitico: Le Disposizioni Fiscali nella Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025)

1. Introduzione e Quadro Macroeconomico della Manovra 2026

La Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2026, promulgata come Legge 30 dicembre 2025, n. 199, costituisce il pilastro fondamentale della politica economica nazionale per il triennio 2026-2028. Approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati il 30 dicembre 2025 , la manovra mobilita risorse per un valore complessivo stimato in circa 22 miliardi di euro. In un contesto macroeconomico caratterizzato da una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) prevista all’1,1% e da un’inflazione in fase di normalizzazione ma ancora insidiosa per il potere d’acquisto delle famiglie , il legislatore ha optato per una strategia fiscale improntata alla prudenza e alla selettività.   

L’architettura della manovra si distacca dalle logiche dei sussidi generalizzati (“a pioggia”) che hanno caratterizzato alcune fasi emergenziali precedenti, virando decisamente verso interventi mirati e strutturali. L’obiettivo primario appare duplice: da un lato, consolidare il sostegno ai redditi medio-bassi attraverso la riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle persone fisiche; dall’altro, incentivare gli investimenti privati e l’occupazione stabile attraverso meccanismi di deduzione fiscale maggiorata, abbandonando progressivamente il sistema dei crediti d’imposta automatici.   

Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 (Suppl. Ordinario n. 42) , introduce modifiche sostanziali al Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), alla disciplina IVA e alle imposte settoriali, con particolare enfasi sulla digitaleconomy e sulle cripto-attività. Il presente dossier offre un’analisi esaustiva e tecnica delle sole disposizioni fiscali, disaggregando le norme per aree tematiche e fornendo un quadro operativo dettagliato per professionisti e analisti, funzionale alla redazione di articoli divulgativi e approfondimenti specialistici.   

 

2. Riforma Strutturale dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF)

L’intervento sull’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) rappresenta la misura “bandiera” della Legge di Bilancio 2026, finalizzata a sostenere il ceto medio colpito dal fiscal drag (drenaggio fiscale) causato dall’inflazione. La riforma, disciplinata dai commi 3 e 4 dell’articolo unico della Legge 199/2025, non si configura come un bonus temporaneo, ma come una revisione strutturale delle aliquote e degli scaglioni impositivi.   

2.1 La Nuova Articolazione degli Scaglioni e delle Aliquote

A decorrere dal 1° gennaio 2026, il sistema IRPEF abbandona definitivamente la vecchia articolazione a quattro scaglioni per consolidarsi su un modello a tre aliquote. La novità cardine è la riduzione dell’aliquota intermedia, che passa dal 35% al 33%, applicabile allo scaglione di reddito compreso tra 28.000 euro e 50.000 euro.   

La nuova struttura dell’imposta lorda è così determinata:

Scaglione di Reddito Complessivo (Euro) Aliquota Applicabile Nota Tecnica
0 – 28.000 23% Aliquota invariata, accorpa i precedenti primi due scaglioni.
28.001 – 50.000 33% Riduzione di 2 punti percentuali (ex 35%).
Oltre 50.000 43% Aliquota marginale massima invariata.

Questa rimodulazione è stata disegnata per massimizzare il beneficio nella fascia di reddito media. Analizzando la matematica della riforma, il risparmio d’imposta si accumula progressivamente all’interno del secondo scaglione:

  • Per un contribuente con 35.000 euro di reddito imponibile, il risparmio si calcola sul differenziale di 7.000 euro (35.000 – 28.000), generando un beneficio netto di 140 euro ().
  • Per un contribuente con 50.000 euro di reddito, il risparmio raggiunge il tetto massimo di 440 euro ().   
  • Per i redditi superiori a 50.000 euro, il risparmio di 440 euro si consolida come riduzione fissa dell’imposta lorda, salvo l’intervento dei meccanismi di sterilizzazione per i redditi più elevati.

2.2 Clausola di Salvaguardia e Sterilizzazione per i Redditi Elevati

Al fine di garantire la progressività sostanziale del prelievo e la sostenibilità di bilancio, il legislatore ha introdotto un meccanismo correttivo, tecnicamente definito “sterilizzazione”, per i contribuenti con redditi particolarmente elevati. La norma prevede che, per i soggetti con un reddito complessivo superiore a 200.000 euro, il beneficio derivante dal taglio dell’aliquota venga neutralizzato.   

Il meccanismo opera non attraverso una modifica dell’aliquota, ma agendo sulle detrazioni d’imposta. Per questi contribuenti, l’ammontare complessivo delle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 15 del TUIR viene decurtato di una somma pari al beneficio massimo teorico, ovvero 440 euro. È cruciale sottolineare il perimetro di questa decurtazione:   

  • Detrazioni Colpite: La riduzione si applica alle detrazioni per oneri fissate al 19% (interessi passivi mutui, spese istruzione, spese veterinarie, erogazioni liberali a partiti politici, premi assicurativi per eventi calamitosi, ecc.).   
  • Esclusioni: Sono espressamente escluse dal taglio le spese sanitarie. Il legislatore ha inteso preservare il diritto alla detrazione per le cure mediche, riconoscendo la natura costituzionalmente protetta del diritto alla salute, indipendentemente dalla capacità contributiva del soggetto.   

2.3 Analisi degli Impatti e Considerazioni Critiche

La manovra IRPEF 2026 segna un passaggio netto verso un sistema meno progressivo nella parte centrale della curva dei redditi. L’abbassamento dell’aliquota al 33% riduce il “salto” rispetto all’aliquota base del 23%, rendendo meno oneroso l’incremento di reddito per i lavoratori che si trovano al confine tra il primo e il secondo scaglione. Tuttavia, permane un forte scalino (“tax cliff”) al superamento dei 50.000 euro, dove l’aliquota marginale balza immediatamente al 43% (+10 punti percentuali), disincentivando potenzialmente gli aumenti retributivi in quella specifica fascia se non accompagnati da misure di welfare o detassazione specifica.

 

3. La Fiscalità del Lavoro: Detassazione e Incentivi alla Produttività

La Sezione II della Legge di Bilancio (commi 7-13 e successivi) introduce un pacchetto organico di misure volte a ridurre il cuneo fiscale sulle componenti accessorie e variabili della retribuzione. La logica sottesa è quella di trasferire ricchezza ai lavoratori dipendenti senza gravare eccessivamente sul costo del lavoro aziendale, utilizzando la leva fiscale per incentivare la produttività e i rinnovi contrattuali.   

3.1 Flat Tax del 5% sugli Incrementi Contrattuali

Una delle innovazioni più rilevanti è l’introduzione di un regime di tassazione sostitutiva agevolata per gli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). La misura è concepita per proteggere il potere d’acquisto dei lavoratori dal fenomeno della spirale prezzi-salari-tasse.   

  • Meccanismo: Agli incrementi retributivi erogati nel 2026, derivanti da rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024-2026, si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%.   
  • Requisiti Soggettivi: L’agevolazione spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno fiscale precedente (2025), hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.   
  • Nota di Analisi: Inizialmente le bozze parlavano di una soglia di 28.000 euro , ma il testo definitivo ha innalzato il tetto a 33.000 euro per ampliare la platea dei beneficiari a circa 3,8 milioni di lavoratori.   
  • Retroattività: La misura ha una portata retroattiva parziale, in quanto copre gli effetti economici dei contratti rinnovati già a partire dal 1° gennaio 2024, purché le somme siano erogate nel periodo d’imposta agevolato. Questo incentiva le parti sociali a chiudere rapidamente le trattative di rinnovo pendenti.   

3.2 Nuovo Regime dei Premi di Produttività (Aliquota all’1%)

La disciplina dei premi di risultato (o premi di produttività) subisce una trasformazione radicale, diventando uno degli strumenti fiscalmente più efficienti dell’intero ordinamento. La Legge 199/2025 abbatte l’aliquota dell’imposta sostitutiva, portandola a livelli quasi simbolici per il biennio 2026-2027.   

  • Nuova Aliquota: L’imposta sostitutiva scende dal 5% (vigente nel 2025) all’1%.   
  • Massimale Detassabile: Il limite annuo di importo assoggettabile a imposta sostitutiva è elevato a 5.000 euro lordi , un incremento significativo rispetto ai 3.000 euro della normativa ordinaria.   
  • Requisito Reddituale: L’accesso al beneficio è riservato ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente.   
  • Partecipazione agli Utili: La norma include espressamente le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa, equiparandole fiscalmente ai premi di risultato legati a parametri incrementali.   

Implicazioni Operative: Con un’aliquota all’1%, un premio di 3.000 euro genera un onere fiscale di soli 30 euro per il dipendente, contro i circa 1.000 euro che sarebbero dovuti con tassazione ordinaria (aliquota marginale 33-43%). Questo differenziale rende il premio di risultato una leva di retention formidabile per le aziende.

3.3 Detassazione di Straordinari, Notturni e Festivi

Per incentivare l’offerta di lavoro nelle fasce orarie disagiate, viene introdotto un regime fiscale ad hoc per le prestazioni di lavoro straordinario, notturno e festivo.

  • Regola Generale: Per i lavoratori con reddito dipendente fino a 40.000 euro, le maggiorazioni retributive erogate per tali prestazioni sono soggette a un’imposta sostitutiva del 15%. Questa aliquota piatta sostituisce l’IRPEF ordinaria e le addizionali, che graverebbero pesantemente su queste voci marginali della retribuzione.   
  • Bonus “Turismo e Commercio”: È prevista una misura specifica per i settori del turismo e del commercio, comparti caratterizzati da stagionalità e intensità lavorativa nei festivi. Per il periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, viene riconosciuto un trattamento integrativo speciale (“bonus turismo”) o una maggiorazione della detassazione per le prestazioni di lavoro notturno e festivo, al fine di contrastare la carenza di personale.   

3.4 Welfare Aziendale e Fringe Benefits

In tema di welfare, la Legge di Bilancio 2026 conferma la strategia di potenziamento dei fringe benefits (compensi in natura), stabilizzando le soglie di esenzione maggiorate per il triennio 2025-2027.

  • Soglie di Esenzione (Art. 51 TUIR):
  • 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti.
  • 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.   
  • Ambito Oggettivo: Oltre ai tradizionali beni in natura (auto, telefono, ceste natalizie), nel limite di esenzione rientrano:
  • Il rimborso delle utenze domestiche (acqua, luce, gas).
  • Le somme erogate o rimborsate per il pagamento dell’affitto della prima casa.
  • Gli interessi passivi sul mutuo relativo all’abitazione principale.   

Questa misura trasforma il welfare aziendale in uno strumento di sostegno diretto al reddito disponibile delle famiglie (“welfare sociale”), permettendo di coprire spese essenziali in totale esenzione fiscale e contributiva.

 

4. Misure per le Imprese: Investimenti e Occupazione

Il Titolo dedicato alle imprese segna una svolta nella politica industriale fiscale: si osserva il tramonto del Piano “Transizione 4.0” basato sui crediti d’imposta automatici e l’introduzione di meccanismi di deduzione dalla base imponibile (IRES/IRPEF), mirati a premiare l’investimento diretto e l’incremento occupazionale netto.

4.1 La Nuova Maxi-Deduzione per gli Investimenti (ex Iper-Ammortamento)

I commi 427-437 dell’articolo unico reintroducono un meccanismo di agevolazione sugli investimenti in beni strumentali nuovi che ricorda il vecchio “super-ammortamento”, ma potenziato nelle aliquote. La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione del bene ai soli fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.   

Le aliquote della maggiorazione per il 2026 sono modulate inversamente rispetto al volume dell’investimento:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • +100% per la quota di investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro.
  • +50% per la quota di investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.   

Esempio Operativo: Un’impresa che acquista un macchinario da 1 milione di euro potrà dedurre fiscalmente un valore complessivo di 2,8 milioni di euro (1 milione di costo storico + 1,8 milioni di maggiorazione). Considerando un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale netto è pari a 432.000 euro (1.800.000 * 24%), spalmato sulla vita utile del bene. La misura è alternativa ai crediti d’imposta previgenti e richiede che i beni siano destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato.

4.2 Transizione 5.0: Il Credito d’Imposta Green

Parallelamente alla maxi-deduzione, rimane operativo il piano Transizione 5.0, finanziato con risorse PNRR e REPowerEU, dedicato specificamente agli investimenti che generano risparmio energetico. Per il 2026, il credito d’imposta è confermato con le seguenti aliquote, graduate in base alla riduzione dei consumi energetici certificata :   

Riduzione Consumi (Struttura / Processo) Aliquota Credito d’Imposta
3% – 6% (Struttura) o 5% – 10% (Processo) 35%
6% – 10% (Struttura) o 10% – 15% (Processo) 40%
Oltre 10% (Struttura) o Oltre 15% (Processo) 45%

Inoltre, il fondo per la “vecchia” Industria 4.0 viene rifinanziato per 1,3 miliardi nel 2026, ma limitatamente al completamento (coda) degli investimenti prenotati entro il 31 dicembre 2025. Le imprese dovranno valutare attentamente se optare per la certezza amministrativa della maxi-deduzione o per l’intensità di aiuto (potenzialmente superiore ma più complessa) della Transizione 5.0.   

4.3 Super-Deduzione per le Nuove Assunzioni (120% – 130%)

L’articolo 4 del D.Lgs. 216/2023, attuativo della delega fiscale, trova piena applicazione e potenziamento nella Legge di Bilancio 2026. Viene prevista una maxi-deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 e 2027.   

  • Aliquota Base: Deduzione del 120% del costo del personale neoassunto ai fini IRES/IRPEF.
  • Aliquota Maggiorata: Deduzione del 130% se l’assunzione riguarda categorie di lavoratori “meritevoli di maggiore tutela” , tra cui:   
  • Giovani ammessi agli incentivi all’occupazione.
  • Donne di qualsiasi età con almeno due figli minori.
  • Donne vittime di violenza.
  • Soggetti con disabilità.
  • Condizionalità: L’agevolazione spetta solo se vi è un incremento occupazionale complessivo rispetto alla media dei dipendenti a tempo indeterminato dell’anno precedente, per evitare meri turnover opportunistici.   

4.4 Misure per il Mezzogiorno: ZES Unica e Decontribuzione Sud

Il sostegno allo sviluppo economico del Mezzogiorno viene rimodulato in accordo con la Commissione Europea.

  • Credito d’Imposta ZES Unica: Viene prorogato per il triennio 2026-2028 il credito d’imposta per gli investimenti nella Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno. Per il 2026 lo stanziamento è pari a 2,3 miliardi di euro. Le imprese devono comunicare le spese ammissibili all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio.   
  • Decontribuzione Sud: L’esonero contributivo per i datori di lavoro del Sud Italia subisce un decalage programmato. L’aliquota dell’esonero scende al 20% per il biennio 2026-2027 (rispetto al 30% precedente), per poi ridursi ulteriormente al 10% nel 2028-2029. Questo percorso di uscita graduale impone alle imprese meridionali una revisione dei piani industriali per assorbire il progressivo aumento del costo del lavoro.   

 

5. Fiscalità Immobiliare: Bonus Edilizi e Affitti Brevi

Il 2026 segna la fine dell’era dei “superbonus” e l’ingresso in una fase di agevolazioni selettive, orientate alla manutenzione ordinaria e alla riqualificazione energetica della sola abitazione principale.

5.1 Rimodulazione dei Bonus Ristrutturazioni (Art. 16-bis TUIR)

La disciplina delle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio viene modificata introducendo un “doppio binario” basato sulla destinazione d’uso dell’immobile, rompendo l’uniformità che ha caratterizzato l’ultimo decennio.

  • Abitazione Principale: La detrazione è confermata al 50% con un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, anche per le spese sostenute nel 2026.   
  • Seconde Case e Altri Immobili: Per gli immobili diversi dall’abitazione principale, l’aliquota della detrazione scende al 36% (con limite di spesa che torna a 48.000 euro secondo la normativa ordinaria, o 96.000 secondo alcune interpretazioni estensive che attendono conferma circolare, ma il dato certo è il calo dell’aliquota).   
  • Modalità di Fruizione: La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Sono definitivamente esclusi lo sconto in fattura e la cessione del credito.   

5.2 Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici

Viene prorogato per tutto il 2026 il Bonus Mobili, connesso agli interventi di ristrutturazione edilizia. La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica elevata), con un tetto di spesa confermato a 5.000 euro.   

5.3 Stretta sulle Locazioni Brevi (Affitti Turistici)

La normativa fiscale sulle locazioni brevi (< 30 giorni) subisce un ulteriore inasprimento, finalizzato a regolamentare il fenomeno dell’ overtourism e a recuperare gettito.

  • Cedolare Secca: L’aliquota del 21% rimane applicabile esclusivamente al primo immobile locato. A partire dal secondo immobile in poi, l’aliquota della cedolare secca sale al 26%.   
  • Presunzione di Imprenditorialità: Viene abbassata la soglia numerica oltre la quale l’attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale (con obbligo di apertura Partita IVA, iscrizione camerale e tenuta della contabilità). La qualifica di attività d’impresa scatta ora a partire dal terzo immobile destinato alla locazione breve (la soglia precedente era di quattro immobili).   

 

6. Digital Economy e Cripto-Attività: Nuovi Paradigmi Impositivi

La Legge di Bilancio 2026 attua una profonda revisione della fiscalità digitale, ampliando la base imponibile e adeguando le aliquote alle nuove realtà speculative, in linea con i regolamenti europei (MiCAR).

6.1 Web Tax Universale (Digital Services Tax)

La modifica più strutturale per il settore digitale è l’estensione della Digital Services Tax (DST). Le modifiche introdotte dalla L. 199/2025 (e collegate alla L. 207/2024) rimuovono le soglie dimensionali che limitavano l’applicazione dell’imposta ai soli giganti del web.   

  • Nuovo Ambito Applicativo: Dal 1° gennaio 2026, l’imposta del 3% sui ricavi derivanti da servizi digitali (pubblicità mirata, messa a disposizione di interfacce digitali plurilaterali, trasmissione dati utenti) si applica a tutte le imprese che realizzano tali ricavi nel territorio italiano, indipendentemente dal fatturato globale o locale.   
  • Impatto sulle PMI: Questa misura coinvolge ora migliaia di PMI, start-up e marketplace di medie dimensioni che precedentemente erano escluse dalle soglie (750 milioni globali / 5,5 milioni Italia). L’imposta grava sui ricavi lordi (non sugli utili), rappresentando un costo diretto significativo.
  • Adempimenti: Sono introdotte nuove scadenze per il versamento, con un sistema di acconto (30% entro il 30 novembre) e saldo (entro il 16 maggio dell’anno successivo).   

6.2 Regime Fiscale delle Cripto-Attività

Il trattamento fiscale delle criptovalute viene inasprito, ma con una distinzione qualitativa fondamentale.

  • Aliquota Ordinaria al 33%: L’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività (art. 67 TUIR) viene innalzata dal 26% al 33%. Questo aumento colpisce la generalità delle criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Altcoins) considerate asset speculativi ad alta volatilità.   
  • Aliquota Ridotta al 26% (Eccezione MiCAR): Viene mantenuta l’aliquota del 26% esclusivamente per le plusvalenze derivanti da E-Money Tokens (EMT) e stablecoin emessi in conformità al regolamento europeo MiCAR e denominati in Euro (o valute elettroniche equivalenti). Il legislatore intende così premiare l’uso di strumenti regolamentati e stabili rispetto alla speculazione pura.   
  • Monitoraggio: Si intensificano i controlli e l’inclusione delle cripto-attività nel calcolo ISEE, con un tavolo permanente di vigilanza istituito tra MEF, Banca d’Italia e Guardia di Finanza. Si segnala la probabile eliminazione della franchigia di 2.000 euro sulle plusvalenze.   

6.3 Dazio E-Commerce sui “Micro-Pacchi”

Viene introdotta una nuova imposta doganale specifica per l’e-commerce extra-UE, nota come “tassa Amazon/Shein”. A partire dal 2026, si applica un dazio fisso (o contributo amministrativo) di 2 euro su ogni pacco proveniente da paesi extra-UE con valore inferiore a 150 euro. La misura mira a colpire le piattaforme che frazionano le spedizioni per eludere i dazi ordinari e l’IVA. La tassa è dovuta all’atto dello sdoganamento e colpisce sia le transazioni B2C che B2B, aumentando il costo finale per il consumatore sui beni di basso valore.   

 

7. Fiscalità Finanziaria e Altre Misure Minori

7.1 Tobin Tax e Dividendi

  • Tobin Tax: L’imposta sulle transazioni finanziarie viene raddoppiata a partire dal 2026, incrementando il prelievo sulle operazioni di trading su azioni e derivati, con l’obiettivo di frenare la speculazione ad alta frequenza e incrementare il gettito.   
  • Dividendi (PEX): La disciplina della Participation Exemption (PEX) per i dividendi incassati dalle società di capitali subisce una stretta. La soglia di esclusione dalla tassazione (precedentemente fissata al 95% dell’importo, rendendo imponibile solo il 5%) viene rivista. Le nuove disposizioni prevedono che per accedere al regime di favore (tassazione sul 5% del dividendo) sia necessaria una partecipazione non inferiore al 5% o un valore della partecipazione superiore a 500.000 euro. In assenza di tali requisiti, la base imponibile del dividendo aumenta.   
  • Rivalutazione Partecipazioni: L’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale (rivalutazione) di terreni e partecipazioni non quotate viene aumentata dal 16/18% al 21% , rendendo più onerosa l’operazione di affrancamento delle plusvalenze latenti.   

7.2 Riscossione e Plastic/Sugar Tax

  • Blocco Compensazioni: Viene abbassata da 100.000 euro a 50.000 euro la soglia di debito iscritto a ruolo oltre la quale scatta il divieto di compensazione dei crediti fiscali (F24). Questo obbliga le imprese a sanare le posizioni debitorie pregresse per poter utilizzare i propri crediti IVA o da bonus edilizi.   
  • Plastic e Sugar Tax: L’entrata in vigore delle imposte sulla plastica monouso e sulle bevande zuccherate è nuovamente posticipata. La sospensione è prorogata per tutto l’anno 2026, con decorrenza fissata al 1° gennaio 2027 , offrendo respiro alla filiera del packaging e alimentare.   

7.3 Misure per la Famiglia: Bonus Mamme e ISEE

  • Bonus Mamme: Il contributo diretto per le madri lavoratrici (dipendenti e autonome, escluse domestiche) sale a 60 euro mensili (720 euro annui) per chi ha almeno due figli e un reddito fino a 40.000 euro.   
  • Decontribuzione: L’esonero contributivo totale per le madri lavoratrici viene confermato con modifiche, concentrandosi sulle madri con 3 o più figli.   
  • ISEE: Cambia il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. La franchigia sul valore dell’abitazione principale viene innalzata da 52.500 euro a circa 91.500 euro, agevolando l’accesso ai bonus sociali per le famiglie proprietarie di casa.   

8. Conclusioni e Tabella di Sintesi

La Legge di Bilancio 2026 delinea una strategia fiscale chiara: detassare il lavoro e gli investimenti produttivi fisici (Maxi-deduzione, taglio cuneo) finanziando tali misure attraverso un inasprimento della tassazione sulla rendita (affitti brevi, plusvalenze crypto), sui consumi digitali (Web Tax universale, dazio e-commerce) e sulla finanza (Tobin Tax). Per imprese e professionisti, il 2026 richiederà un’attenta pianificazione per cogliere le opportunità delle nuove deduzioni e gestire i nuovi oneri di compliance digitale.

Tabella Riepilogativa delle Principali Aliquote 2026

Ambito Misura Fiscale Aliquota / Valore 2026 Note Operative
IRPEF 2° Scaglione (28k-50k) 33% Riduzione strutturale dal 35%.
Lavoro Flat Tax Aumenti Contrattuali 5% Redditi 2025 < 33.000 €.
Lavoro Premi Produttività 1% Fino a 5.000 €, redditi < 80.000 €.
Lavoro Straordinari/Notturni 15% Redditi < 40.000 €.
Crypto Plusvalenze Cripto-Attività 33% 26% solo per E-Money Token (Euro).
Digital Web Tax (DST) 3% Estesa a tutte le imprese (no soglie).
Immobili Bonus Ristrutturazioni 50% / 36% 50% solo Prima Casa, 36% Altri.
Immobili Cedolare Secca Affitti Brevi 26% Dal 2° immobile in poi (21% sul 1°).
Imprese Maxi-Deduzione IRES +180% Su investimenti < 2,5 mln €.
Imprese Super-Deduzione Assunzioni 120% / 130% Costo del lavoro nuovi assunti.

 

TeS

 

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